Crescimondo in Aula Magna

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Venerdì 19 maggio 2017 Crescimondo ha risposto all’invito di partecipazione al seminario “Lo sviluppo dell’individuo tra natura e tecnologia”, seminario professionalizzante nell’area di Scienze dell’Educazione e Scienze Pedagogiche organizzato presso l’Università della Calabria dall’Associazione di Educatori e Pedagogisti Cepedù.

Livio Amato, fondatore e dirigente di Crescimondo ha relazionato sulle esperienze della nostra scuola tra natura e nuove tecnologie,sulle sperimentazioni in ambito di coding, tra il fare scuola all’aria aperta e i giochi con il Blue Bot. Ha dimostrato che naturale e digitale, quando trovano spazio vicendevolmente, sono un binomio potentissimo per l’apprendimento.

L’esperienza di Crescimondo ha trovato lo spazio per essere raccontata a una platea di studenti e di esperti interessati a nuove proposte di fare scuola, ma soprattutto ha trovato modo di confrontarsi anche con esperienze significative, quali quella dell’Asilo nel Bosco di Ostia, per cui è intervenuta in teleconferenza Giordana Ronci.

Livio ha presentato la nostra scuola, nata a Cosenza esattamente quattro anni fa con l’intento di innovare, di portare nel panorama cittadino nuove modalità di fare scuola all’aria aperta, nuove proposte di “lavoro aperto”.

“Lavoro aperto” significa lasciare liberi i bambini di imparare ciò che vogliono, lasciare spazio all’autoconoscenza, pensare che i migliori insegnanti dei bambini siano i bambini stessi. Nel “lavoro aperto” l’obiettivo è non avere obiettivi: esperienze percettive, motorie, ricerche costruttive, idee, fantasie, emozioni, possibilità sono tutte condivise tra bambini ed educatori in un cerchio che genera conoscenza, crescita e rispetto reciproco.

Quello che Crescimondo cerca di realizzare ogni giorno nello spazio esterno è quanto i bambini hanno perso negli ultimi decenni nella città. Un tempo esisteva la dimensione del cortile, del quartiere, della strada, del vicinato. Oggi la città si è chiusa a queste esperienze, i bambini non hanno più autonomia di movimento. L’accessibilità agli spazi esterni e la loro fruizione dovrebbero essere garantite sempre ai bambini. Di questo problema la città deve farsi carico. Le scuole per prime dovrebbero aprire i cortili, nella maggior parte dei casi cementati e utilizzati solo come parcheggi.

Quelle che andrebbero riviste sono anche le caratteristiche e le materie degli spazi esterni destinati ai bambini. Lo spazio ideale non è la terrazza rivestita di erba sintetica e attrezzata di plastica, e neanche l’aiuola che “E’ VIETATO CALPESTARE”.

Terra, sole, acqua, legno, pietre, luce, ombra, alberi, elementi naturali, verde manipolabile. Questi gli ingredienti che danno  l’avvio a giochi simbolici in cui si mescolano esperienze tattili e visive molto potenti, immaginazione, composizioni, costruzioni, apprendimento gioioso.

Fango, terra per coltivare, impastare, incidere, lasciare segni, inventare codici.

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Raccogliere elementi naturali e artificiali, scegliere, comporre, costruire “giardini in movimento” cambiare idea, prendere decisioni, contare, costruire geometrie, inventare storie.

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Manipolare, destrutturare, scomporre e comporre gli elementi. La corteccia dell’albero rinvenuta in giardino fa venire in mente ai bambini un coccodrillo.  Emerge il concetto matematico di auto similarità, cardine  della teoria dei frattali.

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Lo spazio esterno, la terra viva e il verde richiamano la presenza di animali: chiocciole, millepiedi, insetti, ragni, uccelli, lucertole, gechi, gatti. Tutti si lasciano guardare da vicino.

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Mattoni di terracotta, legni e tavolette diventano strumenti utili a esplorare le materie, valutare pesi e forme, studiare le geometrie e i modelli  di aggregazione, cercare l’equilibrio, progettare.

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Nella composizione in basso è osservabile come sia stato applicato spontaneamente un pensiero algoritmico di progettazione a blocchi, tipico del coding,  in un percorso programmato per raggiungere il fiorellino.

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La presenza della gallina Chantal stimola i bambini alla costruzione di un rifugio per la stessa con i materiali rinvenuti in giardino. Delimitazione dello spazio con i mattoni, foglie morbide per il giaciglio, fantasiose suppellettili. Le tavolette di legno diventano un CONTA UOVA: “Ne aggiungiamo una ogni volta che la gallina fa l’uovo, così ricordiamo quante ne ha fatte”. Ma quando l’attesa si fa lunga e il primo uovo tarda ad arrivare, si fa più urgente completare il gioco usando tutte le tavolette. E allora ecco che, con una formula inversa, arriva la soluzione che dà una logica all’utilizzo di tutte le tavolette: “Mettiamole tutte, poi quando fa l’uovo le leviamo. Così si contano lo stesso.”

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Manipolare, armeggiare, fare tinkering: smontare per reinventare. Dal giocattolo alla molla.  Una rivoluzione spesso suggerita dai bambini stessi che, esaurito l’interesse per l’oggetto-giocattolo così come proposto dal mercato e dalla pubblicità, lo fanno a pezzi per ricercare altre soluzioni di gioco o per capire come funzionano le cose.

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Le esperienze maturate all’esterno si fanno preziose all’introduzione dell’insegnamento del linguaggio di programmazione con il Blue Bot. Il Blue Bot è un robot per “matematica da pavimento” ideato per permettere ai bambini di apprendere i linguaggi di programmazione, affinché siano protagonisti attivi (e non solo passivi) del mondo digitale. I bambini sono invitati, nel gioco più semplice con il Blue Bot, a programmarne i movimenti, dunque a sviluppare pensiero algoritmico e computazionale, tipico del digitale.

Il 2 giugno 2017 sarà il compleanno di Crescimondo. Festeggeremo l’entusiasmo di questa esperienza intensa, totalmente assorbente. Festeggeremo la collaborazione con persone splendide, il lavoro di sperimentazione e documentazione che portiamo avanti con passione. Sono 4 anni, siamo bambini.